I droni sono il futuro del giornalismo?

A chiedersi se l’arrivo di droni a basso costo può cambiare il modo di fare giornalismo è l’istituto di ricerca statunitense NiemanLab.

Secondo NiemanLab, quando sulla fine degli anni ’20 del Novecento la crisi economica era forte e anche i giornali erano in crisi, le macchine fotografiche compatte 35 mm diedero nuova linfa al giornalismo.

In quel periodo la macchina fotografica Leica divenne simbolo del nascente fotogiornalismo, grazie alle sue dimensioni ridotte, alla praticità e alla velocità di scatto. Professionisti come Frank Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger adottarono questa macchina elaborando nuovi modelli e standard in campo fotografico.

Per NiemanLab, oggi potrebbero essere i droni a portare una nuova rivoluzione tecnica e di stili. Nell’ultimo anno nuovi modelli di drone, sempre più efficienti e compatti sono usciti sul mercato. I droni si sono rivelati molto utili per documentare situazioni estreme, come dimostrazioni di piazza e catastrofi naturali.

Seppure un cambiamento nel modo di informare non può essere legato solo a trasformazioni tecniche, ma anche alla cultura degli operatori e alla ricettività della società di fronte e nuovi contenuti e formati. Non c’è dubbio che il settore delle riprese aeree sta avendo rapide evoluzioni rendendo possibili nuovi modi di informare.

Per questo motivo organizzazioni come la Bbc, o alcune università hanno deciso di avviare delle sezioni di giornalismo fatto con i droni. Mentre altre università hanno già aperto dei corsi su questo argomento, è il caso dell’Università del Nebraska e di quella del Missouri.