#Dysturb: fotogiornalismo di strada

La crisi dell’editoria è una questione globale, ormai da diversi anni. Una delle più illustri vittime dell’implacabile flessione delle vendite della carta stampata è sicuramente il fotogiornalismo.

Fare il fotoreporter ha dei costi alti rispetto ai compensi che la committenza tradizionale può permettersi di offrire oggi, e benché i fotografi di tutto il mondo cerchino sempre di sperimentare nuove strade per poter continuare a narrare la realtà per immagini, niente ha davvero sostituito il vecchio rapporto con quotidiani e periodici.

Spesso i fotogiornalisti hanno reagito organizzandosi in cooperative e collettivi che hanno tentato (con successo variabile) la via dell’autopubblicazione, ma di certo il fotogiornalismo ha continuato a perdere nel corso degli anni l’aura romantica e l’autorità morale che contraddistingue certi iconici scatti in bianco e nero che fanno ormai parte della storia e della memoria collettiva del pianeta.

Merito, o colpa, anche della iperproduzione e ipercondivisione di immagini cui tutti noi partecipiamo quotidianamente con un clic del nostro smartphone.

Come reazione alla difficoltà di veder pubblicati seriamente i propri lavori e preoccupati dall’indifferenza dell’opinione pubblica per guerre e crisi spesso dimenticate, due fotoreporter francesi, Pierre Terdjam e Benjamin Girette, hanno recuperato uno dei sistemi di comunicazione più antichi e di impatto più immediato.

Hanno infatti iniziato a incollare gigantografie di foto loro e di altri colleghi sui muri di Parigi, dando così vita a #Dysturb, un progetto collettivo in espansione che definisce il fotogiornalismo “un linguaggio universale con il potere di demolire gli stereotipi” che può “innescare discussioni, allertare le coscienze e dare alle persone le chiavi per comprendere meglio gli eventi mondiali”.

Dal sito i fondatori invitano fotografi, semplici cittadini e professionisti che lavorano nel campo della fotografia e dell’editoria a partecipare al progetto e a  promuovere le street news.

Attraverso il feed Instagram è possibile vedere esempi del lavoro di #Dysturb in cui le immagini si sposano perfettamente e talvolta provocatoriamente con il tessuto urbano, che viene sempre rispettato utilizzando colla a base d’acqua e scegliendo immagini forti ma che comunque non risultino offensive della sensibilità e siano adatte anche a essere viste da bambini.