Femminile, plurale

Colei che racconta una storia. Così dovrebbe suonare in italiano la traduzione di Rawiya, nome di un collettivo di cinque fotoreporter originarie del Medio Oriente impegnate a raccontare questo territorio ricco di identità contrastanti e contraddittorie e molto spesso rappresentato da stereotipi.

Le fotografe di Rawiya riflettono con passione sulle dinamiche sociali e politiche, sviluppando progetti fotografici indipendenti ma legati dall’affinità di sensibilità e dalla capacità di raccontare la Storia attraverso piccole storie quotidiane.

Le immagini incisive che compongono i progetti fotografici di Rawiya riescono ad arrivare al cuore di molte questioni con delicatezza e ironia, mettendo al primo posto nel racconto l’umanità del soggetto fotografato.

Oltre alla qualità dei lavori di queste cinque fotografe – Myriam Abdelaziz, Tamara Abdul Hadi, Laura Boushnak, Tanja Habjouqa, Boushra Almutawakel -, Rawiya si distingue anche per la capacità di utilizzare creativamente diversi media per conferire maggior forza a un progetto.

E’ il caso di “Survivor”, un lavoro sui civili libanesi feriti e mutilati dalle cluster bomb dopo la fine della guerra nel 2006, in cui il montaggio di foto, video, audio ambientale, interviste e testo offre allo spettatore maggiori informazioni e suggestioni per capire e sentire la storia.